La storia di ‘A pizza è quella di una canzone che celebra l’emblema della cucina napoletana ma che napoletana non è. Almeno nella sua genesi. Infatti, il brano porta due firme “settentrionali”: quella di Alberto Testa, di origini bergamasche, e quella di Bruno Martelli, genovese. Il primo ne scrisse i versi, il secondo, invece, ne realizzò l’arrangiamento. Per completare il quadro, poi, va ricordato Giorgio Gaber, che la lanciò al Festival di Napoli del 1966. Insomma, la storia di rivelerebbe origini più nordiche che partenopee. Eppure, il legame con Napoli c’è ed è forte.

‘A PIZZA, UNA CANZONE UN PO’ CAROSONIANA
‘A pizza è da considerarsi una canzone napoletana a tutti gli effetti per svariati motivi. Innanzitutto, perché è scritta in napoletano, e questa è un’ovvietà ma anche un motivo di per sè sufficiente a farla ritenere partenopea. Poi, perché al suo successo contribuì in maniera decisiva l’interpretazione di Aurelio Fierro. Infine, perché è intrisa di una vis comica tipicamente partenopea. Ma come riuscì il bergamasco Alberto Testa ad immedesimarsi nello spirito di un napoletano? Lo ha spiegato lui stesso, svelando un divertente retroscena che arricchisce la storia del brano.
In realtà, Alberto Testa riuscì a “scrivere e pensare in napoletano” grazie a Nisa, il paroliere di Renato Carosone. Nicola Salerno era un suo grande amico, tanto che proprio lui lo aveva spronato a entrare nel mondo musicale. Quando fu il momento, dunque, Testa non esitò a chiamarlo per avere consigli. Da persona gentile e spiritosa quale era, Nisa si rese subito disponibile. In particolare, il suo contributo portò alla stesura delle strofe più originali.
“Volevo offrirti comprandolo anche a rate / ‘nu brillante ‘e quinnece carate” è la prima. “Io te purtaje addo’ ce stanno ‘e meglio ristorante / addo’ se mangia mentre ‘o mare canta” è la seconda. Infine, “All’improvviso tra evviva e battimane / arrivaie ‘na torta ‘e cinche piane!”
Certo, ad Alberto Testa va il merito di aver scritto “Tu vulive ‘a pizza, ‘a pizza, ‘a pizza. C’ ’a pummarola ‘ncoppa, c’’ a pummarola ‘ncoppa”. Versi che hanno segnato la storia della canzone. La più napoletana di quelle scritte da non napoletani e, senza dubbio, la più famosa di quelle dedicate alla pizza.
