scapricciatiello

Scapricciatiello, canzone brillante di origine drammatica

Scapricciatiello appartiene a quel gruppo di brani che, nei primi anni ’50, raccontarono i tormenti amorosi di una gioventù napoletana dai tratti piccoloborghesi piuttosto che popolari. Anticipando un tema in un qualche modo ripreso poi in Guaglione, la canzone narra di un adolescente figlio ‘e mammà innamoratosi di una donna vissuta (na ‘mpesa) che si prende gioco di lui. Il ragazzo soffre dell’amore non corrisposto ma è pronto a tutto, anche a maneggiare un coltello, pur di conquistarla, per la disperazione della madre che prega la Madonna affinchè il figlio si ravveda.   

Complice un ritmo incalzante e ballabile, Scapricciatiello è passata alla storia come un brano brillante. In realtà, nelle intenzioni degli autori le cose sarebbero dovute andare in tutt’altra direzione. Inizialmente, i versi di Pacifico Vento dovevano essere cantati da Tullio Pane in chiave drammatica su musica di Ferdinando Albano. Si decise, invece, di affidare il brano ad Aurelio Fierro che, di intesa con gli autori, ne cambiò l’arrangiamento. “Se la faccio drammatica, la gente si mette a ridere” fu la sua motivazione. Ed ebbe ragione.

IL DEBUTTO DI SCAPRICCIATIELLO

Aurelio Fierro lanciò Scapricciatiello al San Ferdinando in occasione della Piedigrotta Bideri 1954. Il pubblico presente nel teatro accolse la canzone con grande calore. La stessa sera del debutto il cantante partecipò alla affollata festa di Porta Capuana, dove era stato invitato. Fidandosi del suo intuito, decise di eseguire anche lì il brano fresco di presentazione, nonostante fosse sconosciuto: furono di nuovo applausi a scena aperta, con numerose richieste di bis.  
Il clamoroso successo di quella sera, e quello che poi seguì a livello nazionale e internazionale, legò il titolo della canzone al nome di Fierro, che divenne Mr. Scapricciatiello. Un riconoscimento per il tono allegro della sua interpretazione, cioè per l’intuizione di sottrarre il brano al destino di canzone drammatica.   

GLI INTERPRETI E I FILM

La lunghezza dell’elenco di interpreti dà conto di quale straordinaria diffusione abbia avuto Scapricciatiello. Tra i tanti italiani, sono da ricordare Teddy Reno, Roberto Murolo, Renato Carosone, Renzo Arbore, Sergio Bruni e Teo Teocoli. Le versioni straniere di maggiore successo sono state quelle di Connie Francis e Dalida, ma esistono anche traduzioni in olandese, portoghese e norvegese.

Il successo internazionale di Scapricciatiello trova un significativo riscontro anche in ambito cinematografico. La canzone è infatti presente nel film americano “Selvaggio è il vento del 1957, a cantarla è Anna Magnani in una scena con Anthony Quinn. Al 2005, invece, risale una divertente interpretazione di Kate Winslet, che la esegue nel film “Romance and cigarettes” nella traduzione intitolata Do you love me like you kiss me. La prima apparizione cinematografica di Scapricciatiello fu, però, tutta italiana, grazie all’omonimo film diretto nel 1955 da Luigi Capuano. In quell’occasione ad interpretarla fu Claudio Villa.

canzone
Copertina dello spartito per fisarmonica e mandolino di Scapricciatiello
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