Canzoni napoletane del caffè

Le canzoni napoletane del caffè

Sotto il Vesuvio ogni aspetto della vita è stato messo in musica e le canzoni napoletane del caffè ne sono un esempio. La bevanda nera ha ispirato più di un autore nel corso del tempo. Diversi, però, i registri narrativi usati: la mitica tazzulella non è sempre sinonimo di allegria e convivialità. In alcuni casi, infatti, è lo spunto per riflessioni profonde.

LE CANZONI NAPOLETANE DEL CAFFÈ

Una delle prime canzoni napoletane dedicate al caffè risale al 1891: ormai sconosciuta, si intitola ‘A cafettera. I versi di Albertin introducono un tema che diventerà ricorrente: la bellezza della barista che fa invaghire i suoi clienti. “Cafettera, cafettè/damme ‘na tazz’ ‘e cafè/bona e doce com’ a te”. Stesso titolo e medesima ambientazione umoristica per un brano del 1892, con testo di Bonenzio e musica di Segrè. “Io sto dint’ ‘o Cafè sempe assettate/nun faccio niente cchiù,nun arreposo/c’ ‘a tazza mmano sto tutt’ ‘a jurnate”

napoletane
Copiella della canzone ‘A cafettera, di Bonenzio-Segrè

Del 1894, invece, è ‘A tazza ‘e cafè, della coppia Fiordelisi – De Gregorio, e omonima della più famosa canzone che Giuseppe Capaldo pubblicò nel 1918. Qui, ad essere evocate sono le qualità di una barista che “sta rimpetto ‘o Tribunale”.

Le conseguenze dell’introduzione delle macchine da caffè industriali sono il tema di ‘O cafettiere. Scritto nel 1900 da Giovanni Capurro, il testo della canzone racconta le difficoltà di un proprietario di bar che si ritrova garzone. Il motivo? Attratta dalla novità, la gente non entra più nel suo caffè, dove si usa la tradizionale macchinetta napoletana, e lui deve rinunciare alla sua attività, trovando lavoro come dipendente. “Tenite a mente a ch’ebbreca/simme arrivate nuje/Ca si nun tiene ‘a machina/’a gente guarda e fuje”

‘A TAZZA ‘E CAFÈ DI CAPALDO E FASSONE

Tornando al successo di Capaldo, la sua protagonista lavorava, invece, in un bar “moderno”, il Caffè Portorico. Bella ma scontrosa, è a lei che il poeta si ispirò per tracciare il divertente quadretto rappresentato nel testo. Si vuole anche che ne scrisse i versi nel giro di pochi minuti, proprio nel bar dell’attraente Brigida.


Su un canovaccio simile si muove pure ‘A figlia d’ ‘o cafettiere, composta nel 1956 da Vincenzo De Crescenzo e Furio Rendine. Anche in questo caso si racconta di un cliente infatuato di una barista che lo snobba, anzi che ne approfitta, invitandolo a bere tanti caffè. Dello stesso periodo è ‘O ccaffè, che Riccardo Pazzaglia scrisse nel 1958. Portata al successo da Domenico Modugno, la canzone sembra richiamare il famoso monologo di Eduardo nella commedia Questi fantasmi. Entrambi i testi, infatti, del caffè celebrano l’abilità dei napoletani nel prepararlo e nel trasformarlo in un’occasione di socialità.

LE TAZZULELLE CHE FANNO PENSARE

Questa narrazione spensierata e allegra trova un significativo punto di rottura in due canzoni di fine ‘900. La prima è ‘Na tazzulella ‘e cafè di Pino Daniele. Il significato del brano è chiaro: il cantautore considera il caffè parte integrante di un’oleografia dagli effetti negativi. In sostanza, una tradizione usata ad arte per nascondere i problemi della città. “’Na tazzulella ‘e cafè/cu ‘a sigaretta ‘a coppa pe nun vedé./S’aízano ‘e palazze/fanno cose ‘e pazze,/ce girano, ce avòtano,/ce jéngono ‘e tasse.”

La seconda canzone ad allontanarsi dalla tradizionale e rassicurante visione è Don Raffaè di Fabrizio De Andrè. Il testo riprende i versi scritti da Pazzaglia nel ’58, ma stavolta la tazza di caffè viene sorbita nella prigione di Poggioreale. È l’occasione che una guardia carceraria sfrutta per chiedere ad un boss una raccomandazione per il figlio. Il giovane è in cerca di un lavoro, che lo Stato non riesce a garantirgli. Insomma, le canzoni napoletane mettono in musica aspetti della vita, e quelle sul caffè non hanno sempre un sapore dolce.

Pino Daniele – ‘Na tazzulella ‘e cafè

ELENCO DELLE CANZONI DEL CAFFÈ CITATE

  • ‘A cafettera di Albertin, 1891
  • ‘A cafettera di Bonenzio-Segrè, 1892
  • ‘A tazza ‘e cafè di Fiordelisi- De Gregorio, 1894
  • ‘O cafettiere di Capurro-De Gregorio, 1900
  • ‘A tazza ‘e cafè di Capaldo-Fassone, 1918
  • ‘A figlia d’ ‘o cafettiere di De Crescenzo-Rendine, 1956
  • ‘O ccafè di Pazzaglia-Modugno, 1958
  • ‘Na tazzulella ‘e cafè di Pino Daniele, 1977
  • Don Raffaè di De Andrè-Bubola-Pagani, 1990
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