Pino Daniele di Alessandro Daniele

Pino Daniele di Alessandro Daniele, un libro di emozioni

Pino Daniele di Alessandro Daniele è un libro che va oltre la semplice dimensione letteraria. È un racconto biografico le cui pagine sembrano ora farsi immagini di un film in bianco e nero, ora diventare frammenti sonori. Insomma, è una lunga sequenza di emozioni: quelle di storie e circostanze che il Mascalzone Latino tradusse in canzoni.

PINO DANIELE DI ALESSANDRO DANIELE  

Alessandro Daniele ha ripercorso l’intera carriera del padre, combinando i suoi ricordi personali con le parole di tanti testimoni diretti, in primis la madre Dorina. Il libro mette insieme molti particolari inediti, raccontandoli dallo speciale punto di osservazione dell’ambito privato. È una scelta narrativa che ci fa capire quanto l’artista non prescindesse dall’uomo.

Ad esempio, Alessandro Daniele svela che “Annarè” evoca un episodio tragico dell’infanzia di Pino: la scomparsa per meningite della sorellina Anna a soli tre anni. Di contro, “Putesse essere allero” rivela tutta la gioia di abbracciare la figlioletta Cristina, dopo una giornata di prove o di ritorno da un concerto.

La vita privata, però, era fonte di ispirazione anche per riflessioni di più ampia portata. Nel libro, non a caso, viene ricordato che la Donna Cuncetta dell’omonima canzone era l’amata nonna Rita, eletta a icona del popolo napoletano e del suo destino. Così come viene sottolineato che il ribellismo di “Je so’ pazzo” aveva una connotazione autobiografica ma si collegava alla nuova stagione politica che viveva Napoli in quel periodo con l’elezione a sindaco del comunista Maurizio Valenzi.

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Pino Daniele e il figlio Alessandro

ROBERTO DE SIMONE E NAPULE È

Tra i tanti retroscena citati in “Pino Daniele” di Alessandro Daniele, ce n’è uno legato a Roberto De Simone. Inizialmente, infatti, doveva essere lui a curare l’arrangiamento di “Napule è”, almeno questa era l’intenzione del discografico Bruno Tibaldi. Ricevuta la proposta, però, De Simone non accettò e la scelta cadde su Antonio Sinagra.

Lo stesso Sinagra spiega nel libro che iniziò a lavorare sviluppando un desiderio dell’autore: arricchire il brano di un’ouverture strumentale. Da qui, l’idea di anticipare il canto con un’introduzione di oboe e mandolino e poi di inserire parti di archi e fiati. La curiosità è che Pino non presenziò alle registrazioni. In pratica, non intervenne sull’arrangiamento, ma lo ascoltò solo quando era opera compiuta.

PINO DANIELE E LE CANZONI CLASSICHE NAPOLETANE

Leggendo “Pino Daniele” ci si imbatte, qua e là, anche in citazioni di canzoni classiche napoletane. Sono dei riferimenti, spesso indiretti, che testimoniano quanto la tradizione fosse presente nel suo background, sebbene assente dal suo repertorio.

C’è innanzitutto “‘O sole mio” alias “It’s now or never”, incisa nel 2005 come tributo al suo idolo Elvis Presley. C’è “‘Na sera ‘e maggio”, registrata per un progetto solo chitarristico, che non vide mai la luce, da firmare con lo pseudonimo Alex Thoromp. C’è “Anema e core”, evocata a proposito di un episodio a tinte comico-guappesche. E poi ci sono quelle di un disco, tutt’oggi inedito, incise da Roberto Murolo con Pino nelle vesti di produttore.

“Pino Daniele” di Alessandro Daniele (ed. Rai Libri) racconta tutto questo ma non solo. Nelle sue 334 pagine ricorrono le presenze di Massimo Troisi, James Senese, Mario Musella e dei tanti protagonisti del Napule’s power. Tutti legati a canzoni che continuano a girarci intorno.

P.S. I proventi dell’autore derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti alla Fondazione Pino Daniele ETs per il progetto “I suoni delle emozioni, relazionarsi ed esprimersi con la musica” per il contrasto alla povertà educativa e al disagio scolastico.

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