La Cantata dei pastori di Peppe Barra

La Cantata dei pastori di Peppe Barra

Hai mai visto la Cantata dei pastori di Peppe Barra? Semmai dovessero inventare un test di napoletanità, questa domanda non dovrebbe mancare. E la risposta affermativa dovrebbe sancire che, sì, ci si può dire napoletani. Insomma, la versione della Cantata dei pastori di Peppe Barra è un pezzo della nostra identità che non possiamo ignorare. Chi non l’ha ancora vista può farlo dal 14 dicembre al 6 gennaio al teatro Politeama. Ha diciotto possibilità di vedere come la magia del Natale prenda una forma unica e napoletana. Fatta di poesia, musica e risate a crepapelle.

LA CANTATA DEI PASTORI DI PEPPE BARRA

La Cantata dei Pastori di Peppe Barra si rifà, ovviamente, al testo scritto nel 1698 dal gesuita Andrea Perrucci. E, come nell’intento del suo autore, combina versi arcadici e lazzi scurrili, lingua colta e dialetto, cattolicesimo e riti pagani. La storia è quella di Giuseppe e Maria in viaggio verso Betlemme per il censimento. La narrazione è scandita dai mille ostacoli che la coppia deve superare prima di trovare rifugio nella grotta della Natività̀. Al centro del racconto due figure popolari napoletane: Razzullo, cioè Peppe Barra, e Sarchiapone. Il primo è uno scrivano, assoldato per il censimento, il secondo un barbiere pazzo in fuga per omicidio.

La storia è questa, ma l’impianto registico scelto dall’attore è quello che nel 1974 realizzò Roberto De Simone. Una messa in scena che fu considerata rivoluzionaria e che rappresenta uno dei rimaneggiamenti più riusciti dell’opera. Già, perché la storia della Cantata dei pastori è fatta di continue rielaborazioni. Numerose e tanto importanti da ampliarne anche la struttura: non solo prosa, ma anche musica. Chi andrà al Politeama avrà modo di apprezzare questa evoluzione proprio grazie a Peppe Barra, attore e cantante di razza.

IL REGALO DI PEPPE BARRA

Peppe Barra ha sempre lottato per portare in scena la Cantata dei pastori a Natale e a Napoli. Negli ultimi anni è capitato che abbia dovuto arrendersi per la scarsa sensibilità di imprenditori teatrali e politici. Questo Natale ce l’ha fatta, riuscendosi a fare quello che definisce un regalo a sé stesso. Si esprime in questi termini perché vive la rappresentazione della Cantata dei pastori come una gioia. La gioia sua, di chi la rivede con piacere e, soprattutto, di chi la vede per la prima volta.

Per maggiori informazioni: www.teatropoliteama.it e al numero 0817645001

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