Storia della canzone napoletana

Storia della canzone napoletana: gli anniversari del 2019

La storia della canzone napoletana è scandita dagli anni che terminano con il numero 9. Nel corso del 2019, dunque, saranno diversi gli anniversari che ricorreranno. Sono date speciali legate a canzoni, dischi e film che meritano di essere ricordati. Senza nessun dubbio.

IL 1919 NELLA STORIA DELLA CANZONE NAPOLETANA

Rispettando la regola della cifra tonda, l’anno da cui partire è il 1919. Giusto un secolo fa, si successero eventi divenuti poi importanti per la storia della canzone napoletana. Innanzitutto, la pubblicazione del brano simbolo dell’emigrazione.

LE CENTENARIE

È Santa Lucia luntana la più famosa delle canzoni che si accingono a spegnere 100 candeline. E.A. Mario, infatti, la pubblicò proprio nel 1919. Fulvia Musette ne fu la prima interprete al teatro Sacchini di Pozzuoli, Gina de Chamery, invece, la lanciò a Napoli.

Altro capolavoro del 1919 è Totonno ‘e Quagliarella, una delle più intense composizioni di Giovanni Capurro. Versi amari ma ricchi di umanità che l’autore di ‘O sole mio avrebbe scritto ispirandosi ad un personaggio reale. Un “ubriaco filosofo” avversato dalla sorte che, però, non si abbatte. Preferisce accontentarsi ricorrendo alla napoletanissima arte di arrangiarsi.

Altro brano ormai centenario è ‘A legge, scritto anch’esso dal prolifico ed eclettico E.A. Mario. È la più classica delle cosiddette “canzoni di giacca” e, infatti, ha ispirato numerose sceneggiate. Ne fu primo interprete Ettore Fiorgenti. Nel 1920 Elvira Notari ne ricavò anche un film, intitolato proprio ‘A legge.

Altre tre canzoni completano la lista dei brani pubblicati nel 1919 che, ancora oggi, vengono eseguiti. Si tratta della divertente ‘E llampadine di Giuseppe Capaldo: Sti core nuoste pareno ddoje lampadine elettriche: s’appicciano… se stutano. Se tornano ‘appiccià. Da ricordare, infine, anche Bella ca bella si’ di Armando Gill e Napule! di Murolo e Tagliaferri.

I 90 ANNI DI ZAPPATORE

Se sono almeno sei le canzoni famose che compiono 100 anni, ce n’è una sola che invece ne compie 90. È la celeberrima Zappatore, pubblicata nel 1929 nella Piedigrotta S. Lucia a firma di Libero Bovio e Ferdinando Albano. La teatralità dei versi e la forte carica emotiva della musica l’hanno trasformata nella canzone di “sceneggiata” per eccellenza. Il primo a lanciarla fu Pasquariello, ma l’interprete che l’ha consacrata nel tempo è senz’altro Mario Merola.

1959, UN ANNO MEMORABILE

A proposito di storia della canzone napoletana e di anni che finiscono con il 9, il 1959 merita più di una menzione. Almeno cinque. Cinque, infatti, sono le canzoni che si apprestano a compiere sessant’anni ma che conservano un’innegabile freschezza.
La prima della cinquina d’oro è Caravan Petrol, frutto della creatività di Nicola Salerno (in arte Nisa) e di Renato Carosone. “Nicò, facimmo ‘a storia e nu napulitano ca diventa pazzo e va cercanno ‘o petrolio” si racconta che esclamò Carosone. “M’aggio affittato nu cammello…” Replicò Nisa dopo pochi minuti. Era nato uno dei più grandi successi di tutti i tempi.

Un’atmosfera sognante e romantica accomuna altri quattro brani moderni che hanno assunto lo standard di canzoni napoletane classiche. Nun è peccato di Calise e Rossi; Cerasella del trio Bonagura, Pirro e Sciorilli. E poi Vieneme ‘nzuonno di Zanfagna e Benedetto e Sarrà… chi sa! dell’immortale Roberto Murolo (e Renato Forlani).

I PRIMI 40 ANNI DI JE SO PAZZO

Correva l’anno 1979 quando Pino Daniele pubblicò un disco con il suo stesso nome, probabilmente il suo album più bello. A quarant’anni di distanza fa a dir poco impressione il numero di successi presenti nella tracklist. Je so’ pazzo, certo, ma poi Je sto vicino a te; Basta na jurnata ‘e sole; Chillo è nu buono guaglione. Ed ancora Putesse essere allero; E cerca ‘e me capì; Donna Cuncetta. Per non dire della struggente Chi tene ‘o mare.

LE CANZONI DI SCUGNIZZI FANNO 30

Nanni Loy non poteva certo immaginare che il suo film sarebbe entrato nella storia della canzone napoletana. Dal canto suo, Claudio Mattone magari si augurava solo che la colonna sonora funzionasse. Invece, le cose (musicali) hanno seguito un corso imprevedibilmente eccezionale.

Scugnizzi uscì nelle sale il 12 ottobre 1989, diventando il fortunato musical C’era una volta… Scugnizzi nel 2002. Nel corso delle tre diverse edizioni teatrali si sono alternati interpreti del calibro di Sal da Vinci, Serena Rossi, Massimiliano Gallo. Vi hanno debuttato Flo, Andrea Sannino, Gianni Lanni. Insomma, una fucina di talenti che ha collezionato un numero di repliche incredibile. Il merito? Innanzitutto, delle canzoni. Io ce credo, ‘A città ‘e Pulecenella, Ajere, Chiàmmamme, Perzòne Perzòne; Magnifica gente sono i titoli più famosi. Dei brani diventati classici a soli 30 anni.

 

 

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