I’ te vurria vasà cinese

I’ te vurria vasà cinese con Francesca Fariello

I’ te vurria vasà cinese? Sì, ma la globalizzazione c’entra poco perché l’inedita versione è rigorosamente made in Naples. A realizzarla è stata Francesca Fariello, cantautrice porticese, su invito della Gennarelli Bideri, storica etichetta partenopea. L’operazione rilancia un’antica prassi che ha aiutato la diffusione mondiale della canzone napoletana. Alla fine dell’800 si traduceva soprattutto in francese e inglese, oggi l’attenzione è verso Oriente.

LE TRE VERSIONI DI I’ TE VURRIA VASÀ

I’ te vurria vasà cinese fa parte, in realtà, di una trilogia. Francesca Fariello ha, infatti, inciso altre due versioni del capolavoro di Vincenzo Russo: in inglese e, naturalmente, in napoletano. Delle prime due ne ha curato anche l’adattamento del testo, rivelandosi raffinata traduttrice oltre che interprete. Gli arrangiamenti sono stati curati, invece, da Antonio Gillo, sempre con la collaborazione di Francesca Fariello.

“È sorprendente notare come I’ te vurria vasà conservi la sua elegante musicalità anche in cinese” ha dichiarato Ferdinando Bideri. E, in effetti, ciò che immediatamente balza all’orecchio è un’insospettabile continuità sonora, come se la lingua non fosse una barriera. Altro aspetto che colpisce è la moderna veste pop-rock data alla canzone. Anche in questo caso, però, I’ te vurria vasà non sembra perdere il suo fascino, anzi. D’altronde, i grandi classici della canzone napoletana hanno questa peculiarità: non soffrono l’usura del tempo, né le rielaborazioni musicali.

IL VIDEOCLIP DI I’ TE VURRIA VASÀ CINESE

La versione cinese di I’ te vurria vasà è diventata anche un videoclip, in cui Francesca Fariello è AneriS. Il nome AneriS è il palindromo di Sirena ovvero il pretesto per immaginare il ritorno di Partenope nella Napoli contemporanea. Come una turista cinese che osserva il mare di Posillipo e il via vai caotico di Spaccanapoli. Il murale di Jorit che celebra San Gennaro e quello che ritrae Maradona. La modernissima stazione della metropolitana di Toledo e il gesto atavico di stendere i panni al sole. Insomma, come una sirena del terzo millennio. Interprete di un appassionato canto d’amore dedicato a Napoli.

 

我多想亲吻你!!

多么新鲜的空气!
哦, 这蜀葵的香味!
在这玫瑰丛中,
爱人, 你沉睡着。

太阳在这座花园上
它慢慢地出来,
风经过吻了你前额美丽的卷发。

我多想亲吻你!
我多想亲吻你!
我的心告诉我不要叫醒你, 哦,爱人!
贴近你的呼吸,
贴近你的呼吸,
长达一个小时
我也想睡了,
我也想睡了!

亲爱的玫瑰, 你在安睡!
我凝望你沉沉熟睡。
欣赏你的双唇吻,
好像珊瑚一般!
你的皮肤光滑细腻!
你的辫子乌黑顺滑,
这让我心潮起伏,
让我心绪烦乱!

我多想亲吻你!
我多想亲吻你!
我的心告诉我不要叫醒你, 哦,爱人!
贴近你的呼吸,
贴近你的呼吸,
长达一个小时
我也想睡了,
我也想睡了!

 

 

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