Luna rossa

Luna rossa, la storia di un capolavoro

Pensando alla sua fama mondiale, verrebbe da paragonare la storia di Luna rossa ad una inarrestabile cavalcata verso il successo. E invece no. Il suo cammino è stato glorioso, ma alquanto tortuoso. Almeno per quello che riguarda la sua gestazione e l’accoglienza ricevuta al debutto. Insomma, quella di Luna rossa è una storia che sembra scritta da un abile sceneggiatore. Una storia ricca di aneddoti che merita di essere ripercorsa.

LUNA ROSSA, TRE ANNI DI PREPARAZIONE E LE POLEMICHE AL DEBUTTO

Luna rossa fu pubblicata nel 1950 ma i suoi versi furono composti tre anni prima. A rivelarlo è stato Eddy Napoli, figlio del paroliere Vincenzo De Crescenzo, l’autore del testo. Il cantante partenopeo, già voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, ha spiegato come andarono le cose. Suo padre scrisse la canzone nel 1947, prendendo spunto dall’epilogo di una sua intensa storia d’amore. De Crescenzo realizzò la fine della relazione la sera in cui, recatosi sotto casa dell’amata, non la vide affacciarsi. Non era mai successo prima. Il balcone era rimasto vuoto, mentre in cielo c’era una luna rossastra. A lui non restò che un’amara constatazione, diventata un verso famosissimo: ccà nun ce sta nisciuno…

LA TRISTEZZA DI VINCENZO DE CRESCENZO

De Crescenzo se ne andò intristito, accompagnato da una serie di pensieri che, fortunatamente, memorizzò su una scatola di cerini. Gli venne in mente anche una bozza di melodia. In pratica, Luna rossa era nata, ma passarono decine di mesi prima che Vian gli desse la definitiva stesura musicale. L’idea fu quella di dare ai versi un andamento di beguine, un ritmo che conferisse alla canzone un tocco di modernità. Un tocco eccessivo per alcuni critici, che accusarono i due autori di aver tradito lo spirito della canzone classica napoletana. Non immaginavano che Luna rossa sarebbe diventata, appunto, un classico

LUNA ROSSA, ANEDDOTI CURIOSI E RICONOSCIMENTI PRESTIGIOSI

La storia del capolavoro di De Crescenzo e Vian è costellata di aneddoti curiosi e di prestigiosi riconoscimenti. Il suo lancio, ad esempio, fu scandito da ben tre diverse incisioni nel giro di pochi mesi. Nel 1950, infatti, Luna rossa fu registrata da Giorgio Consolini (marzo), Alberto Berri (giugno) e Claudio Villa (settembre). A proposito delle versioni internazionali, poi, Pietro Gargano ne segnala una cinquantina nella sua Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana.

Pietro Gargano segnala anche un’altra curiosità: l’esistenza di un’altra Luna Rossa, quella composta da E.A. Mario nel 1916. Per carità, nessun plagio ma solo un caso di omonimia inconsapevole. Si tratta di due canzoni totalmente diverse, nel testo e e nella musica. Passando dall’aneddotica ai riconoscimenti, è davvero corposo l’elenco dei grandi interpreti internazionali che l’hanno eseguita. Per tutti, sono sufficienti i nomi di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald e Caetano Veloso.

Due i film che portano il suo nome. Quello diretto da Armando Fizzarotti nel 1951 e quello, più recente, diretto da Antonio Capuano nel 2001. Per chiudere, infine, non si può non ricordare la barca italiana che partecipò all’America’s cup del 1999. Si chiamava appunto Luna rossa ed era guidata dal napoletano Francesco De Angelis. Le sue imprese emozionarono milioni di italiani, proprio come la canzone da cui prese il nome.

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1 Commento. Nuovo commento

  • Per quanto riguarda Luna Rossa bisogna dare merito a Claudio Villa con la sua interpretazione lanciò Luna Rossa nel mondo. Infatti grazie all’incisione del reuccio Luna Rossa poi è stata incisa da Sinatra dopo che Claudio Villa gli regalò il disco a Firenze presdo gli studi della radio rai!

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