Canzoni di Piedigrotta

Le canzoni di Piedigrotta, 10 titoli da riscoprire

Le canzoni di Piedigrotta hanno fatto la storia della musica napoletana come le canzoni di Sanremo quella della musica italiana. Come nel caso del festival rivierasco, però, ci si ricorda soprattutto dei brani che, nel tempo, sono diventati degli evergreen. Eppure, a spulciare gli album pubblicati in occasione della kermesse settembrina, si ritrovano titoli che andrebbero rivalutati. D’altronde, la Festa di Piedigrotta è stata una ribalta così importante da stimolare la produzione di migliaia di brani. Molti dei quali finiti nel dimenticatoio. Ecco, allora, 10 canzoni di Piedigrotta da riscoprire e, naturalmente, da riascoltare su Radio Napoli.

FURTURELLA

Una canzone che i critici considerano “preziosa nel linguaggio e raffinata nella costruzione musicale, che si rifà alla tarantella”. Una valutazione che, probabilmente, avrebbe condiviso anche Giacomo Puccini, che rimase estasiato quando l’ascoltò dalla voce di Ernesto Murolo.
Furturella fu presentata (e premiata) alla Piedigrotta Bideri del 1892: Pasquale Cinquegrana ne scrisse i versi, Salvatore Gambardella la musica.

CANZONI DI PIEDIGROTTA D’AUTORE: SERENATA NAPULITANA

Serenata napulitana rappresenta uno dei più alti picchi poetici raggiunti da Salvatore di Giacomo. Come Era de maggio o Palomma ‘e notte, più di Marechiare. È il canto senza speranza di un innamorato respinto, che annuncia il suo stesso destino alla donna che l’ha lasciato. Di grande eleganza l’accompagnamento musicale firmato da Mario Costa. Fu pubblicata nella Piedigrotta Ricordi 1897.

‘A CURA ‘E MAMMÀ

Chissà che destino avrebbe avuto ‘A cura ‘e mammà se non avesse incrociato I’ te vurria vasà. Entrambe le canzoni furono presentate nella Piedigrotta del 1900, entrambe furono premiate con 300 lire. Il brano scritto da Pasquale Cinquegrana e musicato da Giuseppe De Gregorio si guadagnò anche la copertina della prestigiosa rivista La tavola rotonda. A più un secolo di distanza, però, non è conosciuta quanto il capolavoro di Vincenzo Russo. Meriterebbe di più, non foss’altro per lo spirito divertente e malizioso dei suoi versi.

LE CANZONI DI PIEDIGROTTA SCIANTOSE: LILI KANGY

“Chi mme piglia pe’ Frangesa, chi mme piglia pe’ Spagnola, / ma so’ nata o Conte ‘e Mola, metto ‘a coppa a chi vogl’i’” Eccola un’altra delle canzoni di Piedigrotta, per la precisione quella del 1905, che vale una riscoperta. Certo, di sciantose come Lili Kangy non ce ne sono più, ma il testo ha una sua attualità. Se non altro perché Cuncetta, a modo suo, incarna la figura di una cantante che sa interpretare i trend musicali. Per di più senza nascondere le proprie radici popolari.

LL’ARTE D’ ‘O SOLE

Per dire del valore di questa canzone, basta ricordare che Renzo Arbore l’ha inserita nel repertorio della sua Orchestra Italiana. Al pari di superclassici come Maria Marì o Luna rossa. Giuseppe Capaldo e Salvatore Gambardella presentarono Ll’arte d’ ‘o sole alla Piedigrotta del 1908, ottenendo un buon successo di pubblico e di critica. Il titolo è una sintesi perfetta della storia cantata. Quella di un fabbro che non riesce a “forgiare” il cuore (di acciaro cunzistente) dell’amata Caterina. Il calore del fuoco a disposizione non è sufficiente, ci vuole quello del sole…

I’ M’ARRICORDO ‘E TE

I’ m’arricordo ‘e te fu uno dei primi brani pubblicati dalla Polyphon, la casa editrice tedesca che rivoluzionò il mercato musicale napoletano. E che sfornò un sacco di canzoni di Piedigrotta. Questa risale al 1911 e rappresenta l’ennesima conferma dello straordinario talento dei fratelli De Curtis. È anche, se non soprattutto, come Lucia Lucì.

QUANNO TRAMONTA ‘O SOLE

Stesso anno, stessa casa editrice e altro capolavoro piedigrottesco. Anche Quanno tramonta ‘o sole compare nella Piedigrotta Polyphon 1911, portando la firma di Salvatore Gambardella e Ferdinando Russo. E proprio alle scelte artistiche di Ferdinando Russo si affidarono i tedeschi della Musikwerke per sbarcare a Napoli. Fu lui a coordinare il lavoro dell’etichetta discografica, ottenendo grandi risultati.

FUNTANA ALL’OMBRA

Autentico capolavoro di E. A. Mario che non ha ancora ottenuto il successo che meriterebbe. Funtana all’ombra vinse nel 1912 il concorso che la rivista La Tavola Rotonda indiceva in cerca di canzoni di Piedigrotta. Secondo alcuni, nacque come poesia diventando canzone in un secondo momento. Tra le interpretazioni più recenti, merita una segnalazione quella di Francesca Marini

CANZONI DI PIEDIGROTTA INNOVATIVE: PREFERISCO IL NOVECENTO

Firmata da Enzo Fusco e Vincenzo Valente, Preferisco il novecento fu pubblicata nel 1937 nella Piedigrotta La bottega dei 4. Il brano rientra nel ricco filone della canzone umoristica napoletana, ma si distingue per l’originale punto di vista del testo. Che è quello di una donna decisa a sottrarsi ai divieti di un fidanzato troppo bacchettone. Rossetto, sigarette, costume corto, sport di ogni genere: è attirata da tutto ciò che fa modernità. Al contrario del compagno, che ama l’ottocento… Delle canzoni di Piedigrotta è sicuramente una delle più originali.

SERENATELLA A ‘NA CUMPAGNA ‘E SCOLA

Una popolarità più duratura l’avrebbe meritata anche questo brano. Serenatella a ‘na cumpagna ‘e scola fu presentata nella Piedigrotta 1945 imponendosi per il verso “Vita, vita sbagliata”, che diventò un intercalare d’uso comune. Caratterizzata da un testo gentile e vibrante, è una canzone intrisa di nostalgia per qualcosa che non ritorna più. Non un amore, ma la gioventù…

LE CANZONI DI PIEDIGROTTA DA RISCOPRIRE

L’elenco delle canzoni di Piedigrotta da riscoprire non si esaurisce certo con questi 10 titoli. Ad esempio, si dovrebbe rivalutare Napule bello, che nella Piedigrotta Bideri 1898 arrivò al primo posto superando addirittura ‘O sole mio. Stessa operazione si dovrebbe fare per ‘O cunto ‘e Mariarosa, Adduormete cu mme ma anche per Popolo po’, Qui fu Napoli e via dicendo. Insomma, il repertorio delle canzoni di Piedigrotta è un pozzo (di tesori) senza fondo: si tratta solo di valorizzarlo.

Radio Napoli

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