Ria Rosa

Ria Rosa, la cantante femminista

Definirla cantante femminista può suonare una forzatura, ma di sicuro Ria Rosa può considerarsi un’antesignana dell’emancipazione femminile. Innanzitutto, perché seppe imporsi nel mondo dello spettacolo in un’epoca in cui una donna doveva occuparsi solo di faccende domestiche. Soprattutto, perché usò il suo straordinario talento per ironizzare su questo stereotipo di stampo maschilista. Con largo anticipo sui tempi.

RIA ROSA, DAI QUARTIERI SPAGNOLI A NEW YORK

Ria Rosa, all’anagrafe Maria Rosaria Liberti, nacque il 2 settembre 1899 a Napoli, nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Studiò con Rodolfo Falvo e, appena sedicenne, debuttò alla Sala Umberto. La sua bravura non passò inosservata: presto divenne una delle interpreti più richieste per il lancio delle canzoni di Piedigrotta. La carriera di Ria Rosa, però, ebbe una svolta decisiva nel 1922 con una tournée negli Stati Uniti. Il successo fu così clamoroso da procurargli moltissimi ingaggi. Tanti da convincerla a trasferirsi in pianta stabile a New York, dove risultò ufficialmente emigrata dal 23 agosto 1933. Vi rimase fino alla morte, nel 1988.

IL MITO DELLA CANTANTE FEMMINISTA

Come si è alimentato il mito di Ria Rosa cantante femminista? Analizzando il suo repertorio, certi suoi atteggiamenti e, infine, alcune prese di posizioni che suonano come precise scelte di campo. Partendo dalle canzoni, va precisato che Ria Rosa interpretò egregiamente sia brani drammatici che brani melodici. Basti pensare a Sott’ ‘e cancelle, da un lato, e a Passione, dall’altro.

C’è, però, un nucleo di canzoni che può considerarsi anticipatore del femminismo. Sia per i contenuti provocatori che per l’interpretazione ironica. Si tratta di brani come Preferisco il Novecento; Non mi seccare; Stu cazone ch’ ‘o tiene a ffa; Nun so’ doce, so’ feroce; Nun me saccio rassignà; Fresca fresca. Canzoni che già nei titoli definiscono una figura femminile tutt’altro che subalterna. E che nei versi, poi, tratteggiano un’idea di donna fiera, indipendente e per niente rinunciataria.

AL FIANCO DELLE RAGAZZE MADRI E DI SACCO E VANZETTI

A proposito di atteggiamenti, i biografi ricordano che Ria Rosa diede scandalo esibendosi spesso vestita da uomo. A proposito di prese di posizioni, ricordano che si schierò a favore di Sacco e Vanzetti cantando ‘A seggia elettrica. Una scelta che le costò numerose minacce e il rischio di essere espulsa dagli States. Quanto all’universo femminile, ricordano che prese le parti delle ragazze madri interpretando brani che ne cantavano il dramma. Insomma, tanti indizi per dire che, forse sì, Ria Rosa è stata una interprete femminista. Che non rinunciò ad esporsi in prima persona.

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