Le dive del fonografo

Le dive del fonografo

Un’opera enciclopedica nel senso più pieno, e meritorio, del termine: questo è Le dive del fonografo di Antonio Sciotti. Sì, un libro che, attraversando 120 anni, compone un appassionante affresco corale di voci femminili. Quelle che hanno contribuito a scrivere, nella fama molto spesso e nel talento quasi sempre, la storia della canzone napoletana.

LE DIVE DEL FONOGRAFO

Le 56 schede biografiche che formano Le dive del fonografo, pubblicato dall’editore Arturo Bascetta, seguono un preciso schema metodologico. A spiegarlo è proprio Antonio Sciotti nella prefazione, sottolineando che il suo lavoro ha preso in considerazione innanzitutto l’aspetto discografico. Il numero di dischi pubblicati, quindi, ma anche il numero di canzoni napoletane “antiche”, ritenuto, quest’ultimo, il giusto contrappeso alla quantità di brani meramente commerciali. Un opportuno discrimine qualitativo che mette al riparo il libro dal pericolo di essere uno sterminato e sterile elenco di nomi.

Sciotti ha utilizzato anche un altro parametro selettivo: il repertorio dialettale come elemento identificativo della carriera di una cantante. Questo tipo di valutazione gli ha consentito di inserire cantanti nate lontano da Napoli ma di indubbia elezione artistica partenopea. È il caso di Virginia Da Brescia, Antonella D’Agostino, Grazia Gresi o Gloria Christian. Le uniche eccezioni riguardano alcune interpreti di inizio ‘900, inevitabilmente prive di curriculum discografico. Marianna Checcherini, Emilia Persico, Amina Vargas, Giuseppina Bianco, Carmen Marini e Amelia Faraone. sono presenti perché contribuirono in maniera determinante alla diffusione della canzone napoletana. Non con i dischi ma con i loro concerti in tutta Europa.

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Elvira Donnarumma

120 ANNI DI CANTANTI NAPOLETANE

Le dive del fonografo contiene, ovviamente, le storie di tutte le star della canzone napoletana, contemporanee e del passato. Ecco, quindi, le pagine dedicate a Lina Sastri, Valentina Stella, Maria Nazionale o Teresa De Sio. Quelle in cui rivivono le carriere di Angela Luce, Giulietta Sacco e Mirna Doris. Da non perdere, poi, le schede dedicate a Concetta Barra e Marina Pagano. Per non dire quelle di Ria Rosa, Gilda Mignonette ed Elvira Donnarumma.

Il vero fascino di Le dive del fonografo sta però nelle storie di cantanti ormai dimenticate. Sono la gran parte, nonostante abbiano vissuto momenti di grande gloria. È il caso di Eva Nova, cantante di “notevole talento e folgorante bellezza” che fu anche attrice di teatro e di cinema. È il caso di Isa Landi, che, nel pieno della sua carriera, decise di andarsene negli Stati Uniti: quella che doveva essere una tournée di tre mesi divenne una permanenza di cinque anni. A furore di popolo. È il caso di Olympia D’Avigny che, dalla natìa San Giuseppe Vesuviano, divenne una star a Buenos Aires e poi a Parigi.
Insomma, Le dive del fonografo racconta storie di grande bellezza. Storie di donne che hanno fatto delle canzoni napoletane il senso della loro vita.

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E. A. Mario, il signor tutto della canzone napoletana

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