Fiorella Mannoia in viaggio

Fiorella Mannoia in viaggio verso Napoli canta Creature

Fiorella Mannoia in viaggio verso Napoli canta Creature, un brano di Antonio Carluccio che impreziosisce il nuovo album “Personale”. È un’autentica perla che dimostra come il suo amore per la nostra città non sia un sentimento di facciata. Al contrario, si tratta di una passione vera. Che si sviluppa con l’incontro con Pino Daniele, ma che nasce con la conoscenza dei grandi classici della canzone napoletana. Ce l’ho raccontato proprio lei nel corso di una chiacchierata negli studi milanesi del gruppo Kiss Kiss.

Fiorella Mannoia in viaggio verso Napoli incontra Antonio Carluccio

La scelta di inserire Creature nel nuovo disco è stata una decisione dell’ultimo minuto. Voluta fortissimamente. “Il disco era già finito. Avevo sul collo la casa discografica che mi continuava a ripetere che era tardi, che dovevo consegnare i brani.” ricorda Fiorella Mannoia “Il mio produttore, che conosceva Antonio Carluccio e lo aveva appena incontrato, mi fa sentire la canzone. Come sento Criature, dico: <<È meravigliosa!>>. Era davvero bella, per come era scritta e per la drammatica realtà che raccontava. Il problema era la lingua: era in napoletano. Io non la potevo cantare…”

Fiorella Mannoia e l’invenzione della canzone sospesa

A quel punto, però, la cantante romana ha un’intuizione geniale, che risolve la questione. “Facciamo una cosa” dice ai suoi collaboratori “Inventiamoci la canzone sospesa. Io metto il mio disco a disposizione di un esordiente, proprio come si fa con il caffè sospeso. Sarà lui stesso a cantarsi la canzone.” E così è stato. Anzi, Fiorella Mannoia ha anche deciso di cantare una strofa di Creature. Con un trasporto che è anche testimonianza del suo impegno civile. “I bambini di periferia cantati da Antonio Carluccio non rappresentano una realtà solo napoletana” ci ha tenuto a sottolineare. “La stessa realtà esiste ovunque ci sia abbandono. Esiste in qualsiasi posto dove non c’è dignità, non c’è cultura, non c’è lo Stato.”

Antonio Carluccio

Antonio Carluccio con Fiorella Mannoia

Pino Daniele con Munasterio ‘e Santa Chiara e Scalinatella

Fiorella Mannoia in viaggio verso Napoli significa innanzitutto il ricordo di Pino Daniele. “Io amo Napoli e poi amavo, e amo ancora, Pino Daniele. È stato uno degli artisti che ho ascoltato di più nella mia vita. Eravamo amici: la sua scomparsa è stata una pugnalata al cuore”. Ma Fiorella Mannoia in viaggio verso Napoli significa anche canzoni classiche. È lei stessa a ribadirlo, canticchiandone alcune.

“Di canzoni napoletane classiche ce ne sono tante, che so… <<ma ch’aggia fa’, me fa’ paura ‘e ce turnà>>. Munasterio ‘e Santa Chiara quindi. E poi c’è…<<Scalinatella, longa longa>>. Non dico che le conosco tutte, ma ne conosco tante perché questa passione ce l’ho sempre avuta.” Ha detto, ritornando, poi, a parlare di Pino Daniele. “Simme lazzari felici… questa è Napoli. Ha creato un prima e un dopo. Ha usato il napoletano ma è stato lungimirante nel contaminarlo con il jazz e il blues, senza snaturarlo mai. In questo è stato unico. Unico. Nessun altro come lui”. Proprio così.

 

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