Indipendenza della Catalogna

Torna a Surriento e l’ indipendenza della Catalogna

C’è un sottile filo rosso che lega Torna a Surriento alle istanze d’ indipendenza della Catalogna. Un punto di contatto lontano nel tempo che prende la forma di un brano intitolato Amarrado a la cadena. Di cosa si tratta? Di una delle più popolari canzoni anarchiche spagnole composta proprio sulle note del capolavoro dei fratelli De Curtis. Molto scarse le notizie sulla sua origine, ma sufficienti per inquadrare il periodo storico in cui venne alla luce.

TORNA A SURRIENTO E L’ INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA

L’anonimo autore scrisse il testo durante la Guerra Civile Spagnola, dunque quando la regione catalana perse l’autonomia ottenuta nel 1931. I versi della canzone contengono, poi, un riferimento ad un luogo simbolo della storia di Barcellona: il castello di Montjuic. Fu lì che il 15 ottobre 1940 venne fucilato Lluís Companys, il presidente della Generalitat de Catalunya. Ancor prima, nel 1641, il forte fu teatro di una cruenta battaglia durante la rivolta catalana contro l’autorità spagnola.

Il testo di Amarrado a la cadena fu pubblicato nel 1947 nel Cancionero Revolucionario delle Ediciones Tierra y Libertad. Viene considerata un caposaldo del canzoniere anarchico spagnolo, ma i richiami all’ indipendenza della Catalogna non mancano.

IL TESTO DI AMARRADO A LA CADENA

Amarrado a la cadena
de la inicua explotación
con amor camina el paria
hacia la revolución.

Marcha en pos de la anarquía,
y el yugo debe finir
con amor, paz y alegría
de una existencia feliz.

Donde los hombre sean libres,
libres cual la luz del sol,
donde todo sea belleza,
libertad, flores y amor.

¡Libertad amada,
tu eres mi único anhelo,
ntu eres mi ensueño,
tu eres mi amor!

En la celda del castillo
de Montjuich, número cuatro
no llevaron conducidos
presos e incomunicados

Sin delito cometido
nos llevan a prisión,
debilitan nuestras fuerzas
y aumentan nuestro valor.

Ya cansado estoy del yugo,
obreros, no más sufrir,
que el burgués es un verdugo,
tirano y policía vil.

¡Libertad amada,
tu eres mi único anhelo,
ntu eres mi ensueño,
tu eres mi amor!

Las cárceles y castillos
tendremos que derribar,
nos engañan los caudillos,
nos roban la libertad.

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