Mina a Napoli.

La prima volta di Mina a Napoli

L’amore che lega Mina a Napoli ha una data di inizio precisa: il 29 settembre 1960. Ed un luogo altrettanto preciso: il teatro Mediterraneo. È lì, infatti, che la Tigre di Cremona si esibì per la prima volta in città, per di più interpretando solo canzoni napoletane. L’occasione gli fu fornita da un gruppo di giovani autori partenopei composto dai musicisti Eduardo Alfieri, Ettore Lombardi, Rodolfo Mattozzi e Francesco Pagano e dai parolieri Umberto Boselli, Franco Maresca, Salvatore Palomba ed Eduardo Taranto. Si presentavano come la Nouvelle vague della canzone napoletana. Ed avevano pensato all’astro nascente della musica italiana per dare forza al loro progetto di innovazione.

IL DEBUTTO DI MINA A NAPOLI

Novità assoluta per Napoli, Mina accettò l’invito proponendo tre canzoni inedite: Celeste, Nuje e, soprattutto, ‘O ffuoco. Le cronache dell’epoca parlano di un’esibizione segnata da palesi problemi di dizione, ma anche di una platea molto accondiscendente. C’era che il pubblico era rimasto colpito dal suo trasporto emotivo, un evidente segno di quanto sentisse quelle canzoni. E, ancor di più, era rimasto colpito da una vocalità fuori dal comune e da una gestualità molto moderna.

Doti apprezzate già con l’esecuzione della delicatissima Celeste, ma che alla seconda canzone, Nuje, tramutarono la simpatia in calorosi applausi. L’apoteosi fu, però, raggiunta con l’interpretazione di ‘O ffuoco, una canzone di Ettore Lombardi dall’arrangiamento ritmato particolarmente adatto a Mina. Non applausi, ma autentiche ovazioni fecero da epilogo alla performance della cantante poco più che ventenne.

Mina ed Ettore Lombardi
Mina ed Ettore Lombardi

LE PAROLE DEL CRITICO FRANCO MOCCAGATTA

Il giornalista musicale Franco Moccagatta seguì la manifestazione per conto del settimanale Il Musichiere. La sua recensione apparve sul numero di ottobre e fu piena di elogi per i promotori. Ecco un estratto del suo articolo.

Rinnovare, rimodernare la canzone napoletana è, dunque, il proponimento degli otto autori. Non hanno voluto effettuare un festival né un controfestival, ma unicamente uno spettacolo di presentazione senza giurie, classifiche e premi.
Gli otto autori furono sostenuti e spalleggiati da un unico editore partenopeo, Luciano Bideri e da editori e discografici del Nord quali Curci, Titanus, Ariston, Ricordi, Cetra, Rossi, Italdisc, Carisch. Editori e discografici entrarono anche nel finanziamento della manifestazione. Certamente, è un merito di questi giovani autori quello di aver chiesto aiuti per presentarsi: non per essere imposti al pubblico.

LE DUE ROSE DI PEPPINO DI CAPRI

Il debutto di Mina a Napoli fu caratterizzato da un fuori programma che la commosse. Sul palco del Mediterraneo si era ritrovata al fianco di Peppino di Capri, anch’egli, curiosamente, al debutto in un teatro napoletano. Finito lo spettacolo, Peppino e la fidanzata le offrirono due rose, una torta con due candeline e due confetti. Mina non capiva il senso di quell’omaggio e di quel numero due. Le bastò poco per realizzare che, in realtà, un motivo c’era: erano passati due anni dal suo esordio ufficiale. Peppino di Capri se ne era ricordato, rendendo ancora più speciale la prima volta di Mina a Napoli.

Peppino di Capri al teatro Mediterraneo
Peppino di Capri al teatro Mediterraneo

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