parlesia

Parlesia, la lingua in codice dei musicisti napoletani

Sono tante le specificità della canzone napoletana, ma la parlesia è davvero la più particolare. Che cos’è? Un codice linguistico inventato dai musicisti partenopei per poter comunicare in pubblico, ma senza farsi capire dai presenti. Una sorta di lessico per iniziati, quindi, simile ad altri gerghi dialettali. Per esempio, quello della camorra di inizio ‘900 o quello dei pescivendoli. La parlesia nasce con i posteggiatori, i gruppi di musicisti itineranti che si esibivano per strada. Il periodo è quello compreso tra il 1880 e il 1914, dunque l’epoca d’oro della canzone napoletana. Alcune locuzioni, però, risalirebbero addirittura al ‘400.

LA PARLESIA, UN’INVENZIONE D’AUTORE

Come per ogni altro gergo, lo scorrere del tempo ha fatto cadere in disuso molti termini. In più, ha reso la parlesia meno segreta cioè ne ha favorito la conoscenza oltre l’ambito artistico. Emblematica, in questo senso, una scena del film Amore a prima vista di Vincenzo Salemme. La gag tra Biagio Izzo e Carlo Buccirosso è incentrata su termini della parlesia ormai noti ai più. E, quindi, inutilizzabili. Questo stesso articolo contribuirà a depotenziare il carattere esoterico della parlesia, ma il nostro vuole essere un omaggio. Perché si tratta di una genale invenzione d’autore, che si apprezza solo conoscendola.

PICCOLO VOCABOLARIO DELLA PARLESIA

Ecco un elenco di sostantivi, aggettivi e modi di dire assolutamente imperdibili.

A

ACCHIARÌ: ubriacarsi. O jammë acchiariscë: il tipo si ubriaca.
ACCHIARATO o ACCHIARUTE: ubriaco.
ADDÓ VA 1: 1) inaffidabile; incapace. ‘O jammë è addó va: il tipo non è buono. 2) omosessuale
ADDÓ VA 2: fare silenzio, prestare attenzione, smetterla. Fa’ ddó va, sta appunenno ‘o iammo: smettila, sta arrivando il capo.
ALLAGROSA o ALLERÓSA: chitarra.
AMEDEO: omosessuale, gay. Nel libro La canzone napolitana Roberto De Simone ricostruisce un dialogo ambientato negli anni ‘60 assegnando il termine Seicento allo stesso significato. Chillo è Seicento: quello è gay. L’allusione è alla vettura Fiat che “ha il motore nel posteriore”.
APPUNÌ: 1) parlare (la parlesia). ‘O jammë appuniscë a parlèsia: il tizio capisce il nostro gergo. 2) capire, arrivare, combinare, prendere etc. a seconda del discorso.
ARCÍ: fare all’amore, scopare. M’arcessë a jammëtella: farei all’amore con quella ragazza.
ARCIUTA: l’atto di fare all’amore, scopata.

B

BACHENE: inetto, poco serio. ‘O jammë è bbachënë ‘ncopp’ ‘e bbane: il tipo è inaffidabile sui soldi.
BACONE: persona cattiva, incapace, maligna. che non fa bene ciò che deve fare. Chillë è ppropië `nu bbaconë: è proprio un inetto.
BAGARIA: atto sciocco, inutile, dannoso, imbroglio. Contenuto o contesto privo di qualsiasi canone qualitativo. ‘A festa era ppropriië ‘na bagaria: l’evento era organizzato pessimamente.
BANE o BANÈSIA: soldi, danaro. `O jammë ra bbanèsia: colui che ha i soldi.
BBUFFO: palcoscenico.

C

CANNUCCIA A CINQUE PERTOSE: flauto.
CAUTTE, A CCAUTTE: qui, a destra. `O jammë a ccauttë: l’uomo a destra.
CAZUNÈSIE: calzoni, pantaloni.
CHIACCHIARONE: pianoforte.
CHIARÈNZA o CHIARÈNZIA: vino. Appunimmë a chiarènza: beviamo.
CHIARÍ: bere.
CHIAVETTE, FA’ IND’E CHIAVETTE: prendere una stecca, trovarsi in una situazione scomoda.
CHIDDÉ: bello, bella.
CHIDDERIA: 1) cosa. `O jammë nun appuniscë a chidderia a spillà è bbàchënë: il tizio non suona bene, nel suonare è uno sciocco. 2) Roba. S’annë appunitë a chidderia d’`o jammë: hanno preso la roba del tizio.
CHIDDÒ: buono, valido. `O jammë è cchiddò: il tipo è uno buono.
CIBUENZA o CIBBUÈNZIA: cibo, cose da mangiare.
CIBBUÍ: mangiare.
COCCHE: scorreggia, peto. Aggia spuní `o cocchë: debbo scorreggiare.
CROCCHE: vecchio, nonno.
CUCENESIA: atto del cucinare.
CUMMARA: chitarra. Appuniscëme `a cummara: passami la chitarra.
CUSISTÀ: cosa. Appuniscë `a cusistà `a llà ngoppa: prendi la cosa da lì sopra.

F

FANGOSA: scarpa.
FELLA, PRENDERE NA: sbagliare una nota, fare una stecca.
FLAUTÈNZIA o FLAUTAMMA: flauto.
FRUNDINE, A FFRUNDINE: di fronte.
FUMÈNZA, FUMÈNZIA, FUMESIA o FUMOSA: sigaretta.
FUMME: gay.

G

GGHIAMME BBÀCHENE: prostitute.
GGIRÈSIA: giro, andare intorno, passeggiare.

J

JAMMA: la donna.
JAMME: l’uomo.
JAMME CA SPUNISCË E BBANE o JAMME C’A BBANÈSIA: pagatore, committente.
JAMMETELLA: ragazza, vezzeggiativo di donna.
JAMMONA: donna importante.
JAMMONE: uomo importante.

L

LANZÍ: orinare, pisciare.
LANZITA: l’orinata.
LANZITURE: cesso.
LASAGNE: portafogli. S’annë pigliatë ‘o lasagnë: mi hanno rubato il portafogli.
LAUTTE, A LAUTTE: di là, a sinistra. ‘O jammë a lauttë: il tizio alla nostra sinistra.
LENDISIA: occhiali.
LLENGUSE: pasta, maccheroni, spaghetti.
LOFFIA o LOFIE cattivo, brutto, scadente. È llofia a pusteggia: la pusteggia è di pessima qualità (eseguita male).
LUTAMMA: fango, cosa spregevole. Si ppropriië na lutamma: non vali niente.

M

MANCHÈSIA, A MMANCHÈSIA: a sinistra. ‘O jammë a mmanchèsia a mmiònichë quel tale alla mia sinistra.
MANÈSIA: mano, a mano. ‘O ngrì a mmanèsia: masturbazione.
MBRUSA’: imbrogliare, prendere per i fondelli.
MIONICHË, A MMIONICHË: me, a me.
MOVIMÈNTE: attività da svolgere, affare. Tenghë nu movimèntë a fa’: debbo organizzare una cosa.

N

NDARDISCE O NGRI’: masturbazione.
NDARTITA: cacata. Aggia špunì ‘na ndartita: debbo fare una cacata.
NGRI’: pene, cazzo. ’A jamm’a ‘ppunitë o ngrì: la tipa è rimasta incinta.
NELLO: gay, femmineo. Spesso associato al termine amedeo. ‘O jammè è nello o amedeo? È un gay passivo o attivo?
NTINDALLE, A: rapporto orale (eseguito da una donna). ‘A jamma appuniscë a ntindallë: la tizia accetta rapporti orali

P

PADRUNÈSIA: padrona (del casino).
PARLÈSIA: denominazione del gergo usato dai posteggiatori. Nun appuniscë a parlèsia: non parla la parlèsia.
PENNESIA: plettro.
PERETTE: mandolino.
PISTO o PISTOLFE: prete.
POSITIVE: importante, che gode di una posizione di potere. ‘O jammë è ppositivë: il tizio è importante.
PROSE: culo; didietro. Appunimmë ‘o prosë: sediamoci; ‘a jammë tene nu bello pprosë: la tizia ha un bel culo.
PUSTEGGIA: 1) l’arte del posteggiatore.; 2) il complesso musicale che esegue canzoni in pubblico.
PUSTEGGIATORE: colui che suona o canta canzoni napoletane, da solo o con altri, in luoghi o locali pubblici.
PUSTIGGIÀ: esecuzione pubblica, ma anche approccio.

Q

QUISISTÀ: rapporto orale (da parte della donna).

R

RASTIERA: denti, dentatura.
RETRÒNICA o A RRETRÒNICA: dietro.
RICHIGNÈNZA: testicoli.
RICHIGNÈZIA: 1) ernia, estrema lentezza (fig.). 2) pene
RIFARDE: 1) cattivo; 2) infame.

S

SANTOSA o SENTOSA: serenata
SCIUSCIANDE: fazzoletto.
SCIUSCIUSA: 1) fisarmonica. 2) notizia bisbigliata all’orecchio.
SCIUSCIUSO: naso.
SCOGLIO: naso.
SENTOSE: orecchie.
SFUMOSA: sigaretta.
SITUÈNZIA: l’oggetto a cui ci si riferisce. Appuniscë a situènzia: prendi la macchinetta del caffè.
SMURFÌ: mangiare. L’appuniscë ‘o smurfì: gli passa da mangiare.
SPILLÀ, SPILLESIË o SPILLOSE: suonare, atto del suonare.
SPILLANTE: fisarmonica.
SPUNÌ: non fare. È il verbo che esprime il contrario di appunì. Nun spunì bbagarie: non fare cose stupide, presta attenzione.
STA’ CHIN’ E ZUCCHERE: prendere una stecca, sbagliare una nota.
STERA: vagina, organo genitale della donna.
STRACCE: carne.
STRILLANDE: fisarmonica.
STRISCIO: voce con incrinatura triste che conferisce tristezza al canto.

T

TABBACCHÈSIA: sigaretta. Spunisci ‘a tabbacchésia: spegni la sigaretta.
TAGLIERO: violino.
TARTÌ: cacare, defecare.
TARTITA: cacata.
TARTITURO: cesso.
TENNUSE: mammelle, seno.
TOCHE: in gamba, capace, valido. O jammë è tochè tochë: il tipo è uno in gamba.
TRILLANDE: mandolino.
TROCHELE: chitarra.

U

UOSSE ‘E PRESUTTO: violino.
URTE: pane.

V

VALZER: l’atto di andare via. Appunimmë ‘o valzer: andiamocene!
VÈRTELA: tasca. Miett’ ‘e bbane int’ ‘a vèrtëla: metti i soldi in tasca.
VENÈSIE: l’atto del venire. ‘E jammë stannë appunennë ‘o venèsië: i tipi stanno venendo.
VIGLIANDE: spettatori, pubblico.
VUNGULESIA: vongole. ‘E llëngusë cu ‘a vungulësia: spaghetti con le vongole.

Z

ZZEMÈSIE: cicche (di sigarette).
ZI MUSCÈSIA: ernia, lentezza esasperante. ‘O jammë tènë a zi muscèsia: il tizio è lento.

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3 Commenti. Nuovo commento

  • ROBERTO MAGRI
    30 Aprile 2018 2:47

    MOLTO INTERESSANTE PERCHE’ PARTICOLARE E ORIGINALE.

    Rispondi
  • Il significato di Cursea ?

    Rispondi
    • Radio Napoli
      14 Marzo 2022 10:33

      Se il riferimento è alla canzone “Occhi grigi” di Pino Daniele, si intende il nome dato alla zona oggi corrispondente all’area tra piazza Matteotti e piazza Carità prima dei lavori del cosiddetto Risanamento

      Rispondi

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