Scalinatella appartiene a quel ristretto elenco di canzoni napoletane considerate ‘classiche‘ seppure composte dopo il secondo dopoguerra. Una nota di merito, questa, per gli autori Enzo Bonagura e Giuseppe Cioffi, che nel 1948 la pubblicarono, riuscendo a creare suggestioni tipiche della cosiddetta epoca d’oro. Scalinatella, infatti, si impone ancora oggi per il delicatissimo tono espressivo: versi e musica descrivono la malinconia e il dolore di un amore perduto senza alcun cedimento melodrammatico o retorico. Un capolavoro, insomma, che deve a Roberto Murolo il suo lancio e la sua prima incisione, nel maggio del 1949.
SCALINATELLA E LA CONTESA GEOGRAFICA
La storia di Scalinatella è segnata da una divertente diatriba, legata alla sua ambientazione. Meglio: legata alla collocazione geografica della scalinata al centro del testo. All’epoca, molti ritenevano che la scalinatella ispiratrice fosse quella che, a Capri, conduce dalle grotte di Matermania all’Arco Naturale. Altri, invece, sostenevano che era una delle tante viuzze in salita di Positano. Considerato il successo ottenuto dalla canzone, la questione assunse accenti campanilistici, alimentando una disputa tra il sindaco di Capri e quello di Positano. Ci pensò Roberto Murolo a risolvere (apparentemente) la questione, intervenendo in una trasmissione televisiva e attribuendo la ‘paternità’ della scalinata alla perla della costiera amalfitana. La sua fonte era credibile: sostenne che glielo aveva detto Bonagura, l’autore dei versi.
A distanza di molti anni, però, Renzo Arbore ha sostenuto un’altra tesi, sempre facendo riferimento ad un’affermazione di Bonagura. Nel corso di un talk show svoltosi al teatro Trianon di Napoli il 22 gennaio 2026, lo showman ha rievocato un incontro con il poeta di San Giuseppe Vesuviano, autore anche dei versi di Maruzzella e Sciummo, durante il quale gli domandò, appunto, quale scalinata lo avesse ispirato. <<Un giorno alla mensa della Rai gli chiesi: “Enzo, ma quella scalinatella è a Positano o a Capri?” Mi rispose: “né a Positano, né a Capri. Camminavo da solo di sera per via Toledo, con un paio di scarponi. Sentivo toc, toc, toc. È così che è nata quella canzone”>> queste le parole di Arbore, che alimentano una terza tesi, spiegando anche l’origine della deliziosa onomatopea zuc zuc presente nel testo.
GLI INTERPRETI
Come un grande classico della canzone napoletana, Scalinatella vanta un gran numero di interpreti e un gran numero di versioni. Tra gli altri e a parte il già citato Murolo, da segnalare Fausto Cigliano, Fred Bongusto, Massimo Ranieri. Così come Fausto Leali, Johnny Dorelli, Enzo Gragnaniello e, in ambito femminile, Gloria Christian, Maria Nazionale e Flo. Dal canto loro, Dalida e Connie Francis hanno contribuito non poco alla sua diffusione internazionale. Nel novero degli intepreti stranieri va inserito anche Mike Patton, leader dei Faith No More, che l’ha ripresa nel 2010, inserendola nell’album Mondo cane. Molto significativo, infine, il numero di arrangiamenti strumentali di Scalinatella, a conferma del suo valore squisitamente musicale. Molto interessanti quelli orchestrali realizzate da Piero Umiliani, Armando Trovajoli e Percy Faith. Notevoli anche le versioni ‘solistiche’ di Joe Amoruso e Luca Aquino.
