Salvatore di Giacomo ed Enrico De Leva pubblicarono ‘A nuvena nel 1887, ispirandosi ad un napoletanissimo tema della pastorale natalizia. Il testo racconta di uno zampognaro partito alla volta di Napoli, con la moglie a casa sul punto di partorire. Nei versi della canzone, le sue vicende personali si intrecciano con quelle della Natività. C’è, appunto, il riferimento iniziale alla moglie incinta; c’è Gesù che dorme nella grotta “senza. manco ‘a miseria ‘e ‘na cuperta” e poi c’è l’arrivo di una lettera. Quella della consorte che gli annuncia la nascita di ben due figli.

Ricevuta la notizia, lo zampognaro pensa subito ai sacrifici che dovrà sostenere per sfamare due bocche in più. Che si sommano a quelli da affrontare per “tasse, case cadute, freddo e gelo”. Eppure, scrive di Giacomo nel testo di ‘A Nuvena, “nun fa niente”. Insomma, complice anche il Natale, l’uomo la prende con filosofia e ricomincia a suonare con più forza.

COS’È ‘A NUVENA?

La novena è un’attività di devozione cristiana che consiste nel recitare preghiere ripetute per nove giorni consecutivi. Quella di Natale inizia il 16 dicembre e si conclude il giorno della vigilia. La sua declinazione musicale affonda le radici nel XVI secolo. In quell’epoca i Gesuiti rielaborarono il dramma sacro medioevale, gettando le basi per le pastorali, suonate da tutti gli zampognari.

Istituzionalizzata la figura del suonatore di ciaramella, gli zampognari gestivano la realizzazione dei rituali natalizi e organizzavano le novene. In pratica, erano nove giorni di musica pastorale, eseguita presso le case di benestanti ma anche presso le famiglie meno abbienti. È a questa pratica che dobbiamo la presenza, ormai sempre più rarefatta, degli zampognari nella nostra città.

LA STORIA DELLA CANZONE

Il primo a cantare ‘A nuvena fu il baritono Eduardo Sortolana, che la interpretò la sera del 24 dicembre 1887. Il luogo scelto per la presentazione fu la redazione del Corriere di Napoli, dove si radunò un pubblico molto elitario. Tra nobili, politici e personalità della cultura, c’erano anche Gabriele D’Annunzio e Giacomo Puccini, quest’ultimo addirittura in veste di padrino.

Sebbene poco presente nei repertori dei cantanti napoletani, ‘A nuvena vanta le notevoli interpretazioni di Sergio Bruni, Fausto Cigliano e Gianni Lamagna. Nella sua storia va segnalato il nome della piemontese Anita Di Landa, che la cantava imitando alla perfezione il suono della zampogna. ‘A nuvena è senza dubbio una delle più belle canzoni napoletane di Natale

 

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