Quanno tramonta ‘o sole vive di una melodia molto elaborata, ma allo stesso tempo ariosa, che porta la firma di Salvatore Gambardella. È una canzone romanticamente legata all’immagine di un invito all’amore fatto all’ora di un tramonto da gouache.

LA NASCITA

Il brano segnò un momento molto importante nella storia della canzone napoletana. Con la sua pubblicazione nel 1911, infatti, iniziò ad operare a Napoli la Polyphon (vedi articolo nel blog), una nuova casa editrice nata per volontà di un’importante multinazionale tedesca. A dirigerla fu chiamato Ferdinando Russo, una delle figure principali della canzone napoletana, che ne firmò i versi . Fu eseguita per la prima volta da Olimpia d’Avigny al Teatro Politeama di Napoli, proprio durante una delle manifestazioni che la Polyphon promuoveva abitualmente per lanciare le sue canzoni.
È stata interpretata da molti artisti, fra cui Elvira Donnarumma, Gennaro Pasquariello, Mario Massa, Beniamino Gigli, Carlo Missaglia e Roberto Murolo. Da ricordare anche la versione di Giacomo Rondinella presente nel film Quando tramonta il sole uscito nel 1955.

TESTO DI QUANNO TRAMONTA ‘O SOLE

Viene addu me. Cuntèntame stu core
che, ‘a tantu tiempo, penza, aspetta e spera.
Lèvame ‘a pietto ‘sta fattura nera,
pecchè te chiammo cu nu vero ammore.

Te veco, cu na rosa
‘int’ ‘e capille,
vicino a me.
Vicino a me.

Mme pare ‘e darte vase a mille a mille,
sempe sunnanno ‘e te.
Sempe sunnanno ‘e te.

Siéntelo, oje bella, ‘o suono ‘e sti pparole.
Viene addu me, quanno tramonta ‘o sole.

Quanno tramonta ‘o sole, e tuttecosa,
jènne pe’ s’addurmì dint’ ‘a nuttata,
piglia ‘o culore ‘e na viola nfosa,
tanno te penzo sora e ‘nnammurata.

Tanno te sento mia,
tutta felice,
senza parlà.
Senza parlà.

Cu ll’uocchie dint’a ll’uocchie e po’ mme dice:
“Quanta felicità,
quanta felicità”.

Siéntelo, oje bella, ‘o suono ‘e sti pparole.
Fatte vasà, quanno tramonta ‘o sole.

4 Commenti. Nuovo commento

  • Antonio Mazzarella
    17 Maggio 2019 17:03

    Tralasciare che e’ stata cantata anche dal grande Giacomo Rondinella il quale ha anche interpretato il film e’ cosa grave!!!!!Comunque complimenti e congratulazioni x questa iniziativa amabilissima!!!!

    Rispondi
    • Antonio De Guglielmo
      20 Maggio 2019 9:47

      Grazie per la segnalazione, ma ci siamo limitati ad alcuni interpreti. Questo suo commento vale come opportuna integrazione a quanto scritto nell’articolo. A presto

      Rispondi
  • Giovanni Alberto
    26 Ottobre 2020 18:34

    Vorrei una conferma da parte vostra a quello che penso sulla dedica di questa canzone che, presumo sia stata dedicata alla città di Napoli e non ad una donna. Dal film omonimo interpretato da Carlo Giuffrè, Giacomo Rondinella e Maria Fiore, si evince l’attaccamento a Napoli da parte di Salvatore Gambardella (Giuffrè), per cui venne scritta. Mi sbaglio?

    Rispondi
    • Radio Napoli
      27 Ottobre 2020 12:51

      Salve Giovanni, la tua tesi è verosimile. Stando ad alcuni testi, comunque, pare che Ferdinando Russo scrisse i versi della canzone per festeggiare la nascita della Polyphon, di cui assunse la direzione artistica. La canzone fu infatti pubblicata sulla Piedigrotta Polyphon del 1911, la prima

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere

Menu