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Reg Res

La storia di Resta cu’ mme ha inizio nel 1957 a Milano, dove Dino Verde si trovava per seguire la rappresentazione di una sua rivista. Una sera Domenico Modugno gli recapitò in teatro uno spartito musicale appena scritto con la preghiera di completarlo al più presto con un testo in italiano.

Il paroliere scrisse di getto dei versi autobiografici in napoletano: raccontavano di una sua tormentata relazione. Alla fine dello spettacolo raggiunse Modugno al Capriccio e insieme consegnarono musica e parole a Marino Marini, attrazione del locale. Dopo una prova sommaria, Marini presentò al pubblico la nuova canzone e alla fine venne sommerso dagli applausi, tanto che dovette concedere ben dieci bis. Era nata Resta cu’ mme, destinata a un enorme successo, nonostante l’iniziale blocco della programmazione radiofonica voluto dai dirigenti Rai. Secondo loro, i versi “Nun me ‘mporta d’o passato/ nun me ‘mporta ‘e chi t’ha avuto richiamavano esplicitamente un rapporto sessuale prematrimoniale, in contrasto con la morale dell’epoca che richiedeva l’illibatezza della donna non ancora sposata. Per aggirare la censura imposta, i versi incriminati furono modificati in Nun me ‘mporta si ‘o passato/sulo lagreme m’ha dato“.

Il testo di Resta cu’ mme è una poetica implorazione d’amore alla fine di una storia, l’accompagnamento musicale è un’elegante melodia a tempo di beguine. Dopo un inizio sussurrato che sa di dolore sommesso, nel refrain esplode un drammatico grido di disperazione.
Modugno la incise per conto della Fonit, raggiungendo il 20° posto della classifica dei singoli più venduti nel 1958. L’anno prima era stata inserita nella colonna sonora del film Mariti in città di Luigi Comencini, cantata sia in napoletano che in inglese con il titolo Stay Here With Me. A proposito di versioni straniere, negli anni successivi Lucienne Delyle ne propose un adattamento in francese di Jacques Larue intitolato C’est du soleil e Ines Taddio una variante tedesca di Heinz Woezel intitolata Immer nur Du… 

Nel 1976 Marcella la riportò in hit parade con una coinvolgente versione disco music. L’interpretazione più intensa e intelligente resta quella di Ornella Vanoni.
Viene periodicamente reinterpretata e adattata a nuovi stilemi musicali, molto probabilmente per il fatto che fu concepita come un ballabile. L’elenco degli interpreti comprende, tra gli altri, Nicola Arigliano, Paolo Belli, Fred Bongusto, Fausto Cigliano, Ugo Calise, Bruno Martino, Mina, Roberto Murolo, Maria Nazionale, Raiz & Radicanto, Massimo Ranieri, Claudio Villa. Di grande raffinatezza la versione strumentale di Danilo Rea.

TESTO DI RESTA CU’ MME

(Verde-Modugno) • 1957

Ammore, Ammore, Ammore,
dimme tu, che ll’aggi’ ‘a dì,
dimme tu, comm’aggi’ ‘a fà,
stasera,
dimane,
p’ ‘a fà restà?

Resta cu’mmé
pe’ carità.
Statte cu’mmé,
nun mme lassà.
Famme penà,
famme ‘mpazzì,
famme dannà,
ma dimme sì.

Moro pe’ te,
vivo pe’ te.

Vita d’ ‘a vita mia,
nun mme ‘mporta d’ ‘o ppassato,
nun mme ‘mporta ‘e chi t’ha avuto.

Resta cu’mmé,
cu’mmé.

Radio Napoli
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2 risposte

  1. Con il primo verso ” Ammore, Ammore, Ammore,” cominciava lo spartito per chitarra e fisarmonica quando al tempo Modugno lanciò RESTA CU MME’, STRADA ‘NFOSA. ora nessuno di chi pubblica, iltesto e accordi in questo modo. E’ dimenticanza oppure voluta omissione?

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