Maria Marì è una serenata di fama universale composta da Vincenzo Russo, autore dei versi, e Eduardo Di Capua, che ne firmò la musica. Pubblicata dall’editore Bideri nel 1899, contribuì ad affermare la forma tipica della canzone napoletana classica, centrata sull’alternanza di strofa e ritornello.
Dopo un’uscita un po’ in sordina, si impose rapidamente all’attenzione del pubblico. La conferma della sua notevole diffusione arriva da un episodio legato agli albori dell’industria discografica. Nel giugno 1900 giunse a Napoli Fred Gaisberg, un emissario dell’etichetta Berliner Gramophone che aveva il compito di registrare brani già famosi da pubblicare poi su disco. Per portare a termine la sua missione, ingaggiò il tenore Diego Giannini e Maria Marì fu la prima canzone ad essere registrata.
MUSICA E VERSI DI MARIA MARÌ
Di natura melodrammatica, la melodia intensa e luminosa risulta addirittura travolgente nel suo andamento denso di colori. Il testo dà spazio ad un tema che caratterizza gran parte delle canzoni di Vincenzo Russo: l’invocazione notturna della donna amata da parte di un uomo che vive con ansia il suo innamoramento.
Contrariamente ad altre composizioni del poeta fragile, però, qui il desiderio di vedere corrisposto il proprio sentimento viene esaudito. La finestra a cui l’uomo rivolge il proprio canto d’amore alla fine si schiude, lasciando intravedere un cenno di saluto di Maria. A quel punto, la gioia dell’innamorato si traduce in un’altra invocazione, questa volta indirizzata allo strumento che si è portato appresso: “Sòna chitarra mia / Maria s’è scetata / Na scicca serenata / facímmole sentí”.
UN CAPOLAVORO MONDIALE
Come ‘O sole mio e Torna a Surriento, vanta numerose traduzioni. Curiosamente sono ben tre quelle in olandese, che si affiancano ad altre in croato, danese, francese, inglese, spagnolo e tedesco.
L’elenco degli interpreti internazionali comprende, tra gli altri, Dean Martin, Lou Monte, Louis Prima, Bill Haley, Chubby Checker, Ray Gelato e Michael Bublè. Anche Louis Armstrong si cimentò con il capolavoro di Vincenzo Russo: lo fece duettando in inglese con Claudio Villa durante uno dei concerti che tenne in Italia nel 1961.
La sua notorietà mondiale è testimoniata anche dall’inserimento nel film di animazione Neapolitan mouse (1954), ottantaseiesimo cortometraggio della serie Tom & Jerry ideata da William Hanna e Joseph Barbera.
GLI INTERPRETI ITALIANI DI MARIA MARÌ
Lungo, e in costante aggiornamento, anche l’elenco degli interpreti italiani, che va da Roberto Murolo a Mina, passando per Eduardo De Crescenzo, Peppino di Capri, Gabriella Ferri, Massimo Ranieri, Lina Sastri. Originale il riarrangiamento proposto nel 2021 da Roberto Colella. Da sottolineare, inoltre, la presenza della canzone nel repertorio di molti tenori, come Giuseppe Di Stefano, Beniamino Gigli, Mario Lanza e, non ultimo, Luciano Pavarotti. In chiave strumentale, invece, sono da ricordare le versioni delle orchestre di Ennio Morricone, Perez Parado e Piero Umiliani.
VINCENZO RUSSO ED ERNESTO MUROLO
Uno degli aneddoti più significativi legati alla canzone chiama in causa Ernesto Murolo. Si racconta che un giorno Vincenzo Russo gli avvicinò chiamandolo maestro. Murolo lo prese in disparte e gli disse: «Chi ha scritto versi come “Arapete fenesta / famm’affaccià a Maria“, nun adda chiammà maestro a nisciuno».