Le illustrazioni di Guido Crepax dedicate alla canzone napoletana attraversano quattro decenni del Novecento, alimentando quella tradizione iconografica che, sul finire del secolo precedente, aveva visto all’opera pittori come Migliaro, La Bella e Scoppetta.

Dalla seconda metà degli anni ’50 alla fine degli anni ’80, il papà di Valentina contribuì alla diffusione della musica partenopea realizzando numerose copertine di spartiti, libri e, naturalmente,dischi.

LE COPERTINE NAPOLETANE DI GUIDO CREPAX DEGLI ANNI ’50 E ’60

Al periodo iniziale della sua produzione “napoletana” risale un nucleo consistente di illustrazioni, almeno una decina. Si tratta di lavori talvolta non firmati, altre volte griffati con la sigla c/x oppure con il proprio cognome, preceduto dal nome puntato o per esteso. Il loro stile è moderno ed elegante. A contraddistinguerlo sono l’originalità delle inquadrature, linee dal tratto veloce ed essenziale, figure stilizzate e l’uso selettivo del colore, spesso impiegato come tinta piatta per il fondo dell’immagine.

Queste scelte ricorrono nei frontespizi degli spartiti di Lazzarella (1957) e‘O sarracino (1958), entrambi privi di firma ma a lui riconducibili, e in quelli degli spartiti di S’è avutato ‘o tiempo (1960) e Cucù-settè (1960).

Stesso discorso stilistico per la copertina dell’LP Souvenir of Naples di Emilio Pericoli (1957), per le copertine diun E.P. del Trio Marechiaro (1957), di due E.P. di Rino da Positano (1958) eanche per la copertina della prima edizione del libro Storia della canzone napoletana di Vittorio Paliotti (1958).

Diverso, invece, è l’approccio seguito da Crepax per le copertine di quindici 45 giri di Peppino di Capri, a partire da quello con Voce ‘e notte (1959), tutte uguali, tranne che nel colore di background.  Qui non ci sono disegni, ma una soluzione grafica che vede dialogare un fotoritratto del cantante e una sagoma di occhiali neri, utilizzata come finestra per contenere i titoli delle canzoni.

Con un’ulteriore variazione stilistica, Guido Crepax realizzò le copertine di altri due dischi di Peppino di Capri, vale a dire il 45 giri con Scetate (1962) e quello con I marziani (1963), decidendo di puntare su disegni dalle pennellate dense.     

crepax
La copertina dello spartito di S’è avutato ‘o tiempo firmata con la sigla c/x

LE COPERTINE DEGLI ANNI ’70 E ‘80

Il nome di Guido Crepax è legato ad altri tre grandi artisti napoletani: Massimo Ranieri, Renato Carosone e Totò.

Per il cantante nato nel Pallonetto di Santa Lucia firmò la copertina del 45 giri di Per una donna (1974), mentre del cantapianista disegnò una divertente caricatura per la copertina del libro Renato Carosone scritto da Vincenzo Mollica (1981).     

Infine, fu Mafemmena la fonte di ispirazione per una serie di tavoli in bianco e nero inserite che impreziosiscono la copertina dell’album Le canzoni di Totò, curato sempre da Vincenzo Mollica (1988).  

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La copertina dell’ep del Trio Marechiaro firmata g.crepax

LA BIOGRAFIA

Nato  nel 1933, Guido Crepax è considerato uno dei più importami autori italiani di fumetti. Probabilmente è il più noto a livello internazionale nel campo del fumetto d’autore per adulti.

Comincia giovanissimo, creando la sua prima storia a fumetti a dodici anni. Laureatosi in architettura, preferisce dedicarsi al disegno come autore di numerose copertine di dischi. Successivamente Guido Crepax si occupa di grafica pubblicitaria realizzando campagne per importanti aziende come Shell, Campari, Omsa, Esso, Standa, Rizzoli, Dunlop. Nel 1965, grazie alla rivista Linus, torna ai fumetti creando il personaggio che lo ha reso famoso nel mondo: Valentina. Si tratta di una delle poche eroine del fumetto, l’unica che sia invecchiata con il suo Autore. Meticolose e raffinate, come le più recenti versioni cinematografiche, sono le sue trasposizioni a fumetti di alcuni classici della letteratura. Da Emmanuelle all’Histoire d’O, da Dracula a Frankenstein, dal Dottor Jekyll a Kafka.

HA DISEGNATO 5.000 TAVOLE

Complessivamente, Guido Cprepax ha realizzato oltre 5.000 tavole e i suoi libri sono stati pubblicati in circa 200 edizioni nelle principali lingue. In 40 anni di attività ha fatto anche centinaia di illustrazioni per giornali, libri, moda e design. Ha lavorato anche per il teatro, il cinema e la televisione. Numerose le mostre personali che gli hanno dedicato in Italia e all’estero. Di lui hanno scritto Roland Barthes, Alan Robbe-Grillet, Gillo Dorfles, Umberto Eco e molti altri. Inventare giochi da tavolo è stato un suo passatempo. Ci ha lasciato il 31 luglio 2003.

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